Monti è pronto a restare, il paese è pronto per Monti?

Il premier Mario Monti da Seul dove sta seguendo i lavori del Forum per la Sicurezza nucleare ha detto: "L'obiettivo del governo è molto più ambizioso della durata, è cercare di fare un buon lavoro. Se il paese, attraverso le sue forze sociali e politiche, non si sente pronto per quello che noi riteniamo un buon lavoro non chiederemmo di continuare per arrivare a una certa data". Leggi gli articoli del Foglio sulla riforma del Lavoro
22 AGO 20
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Il premier Mario Monti da Seul dove sta seguendo i lavori del Forum per la Sicurezza nucleare ha detto: "L'obiettivo del governo è molto più ambizioso della durata, è cercare di fare un buon lavoro. Se il paese, attraverso le sue forze sociali e politiche, non si sente pronto per quello che noi riteniamo un buon lavoro non chiederemmo di continuare per arrivare a una certa data". Rispondendo a un domanda su un'eventuale crisi ha detto: "Rifiuterei il concetto: a noi è stato chiesto di fare un'azione nell'interesse generale. Un illustrissimo uomo politico diceva: 'Meglio tirare a campare che tirare le cuoia'. Per noi nessuna delle due espressioni vale perché l'obiettivo è molto più ambizioso della durata ed è fare un buon lavoro
In precedenza Monti aveva parlato con la stampa sull'aereo che lo portava da Astana e Seul, in Corea del Sud: "La riforma del lavoro è equa e incisiva. E per questo, fermo restando che il Parlamento è sovrano, cercheremo di avere un risultato finale, in tempi non troppo lunghi, il più vicino possibile al testo varato dal Cdm".
Sull'approvazione della riforma del mercato del Lavoro Monti ha detto: "Ci rendiamo conto delle difficoltà di ciascuno, e ci rendiamo conto che alla fine deve essere il Parlamento a decidere. Ed è responsabilità del governo quella di presentargli una proposta che riteniamo equa e abbastanza incisiva". E poi: "La situazione dell'Italia come si trovava nel momento in cui ci è stata affidata questa responsabilità era, lo sappiamo tutti, piuttosto grave. Abbiamo cercato in questi mesi di essere equi nel distribuire i sacrifici o i contributi delle diverse parti economiche e sociali al risanamento dell'Italia. Poi quando si tratta di lavoro, di sindacati, di forze sociali, di elemento umano è chiaro che il rispetto per tutti i soggetti coinvolti nella consultazione è grande".
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